NON GUARDARE L’APPARENZA, GUARDA CHI C’è DIETRO L’APPARENZA

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Credo che se non si guarda cosa regna dietro l’apparenza rimarremmo a farci delle fantasie  inutili, quindi meglio andare al cinema o noleggiare un dvd… Non conta il pensiero carnale, conta il pensiero spirituale!!

Che vuol dire? Vuol dire che è importante quello che traspare spiritualmente di una persona…e sapete perchè?   Il vestito che indossi non vive, ma lo spirito che regna in te vive, ed è quello che determina la tua vera apparenza!

Cosa significa? Significa che riconosci quello che vive dentro questa vita, lo prendi in considerazione, e poi sarà lo Spirito di Dio che regna dentro te a dirti cosa fare! Certo non ti dirà di prendertela con la persona!!

Dio ci ha rilasciato delle “capacità sovrannaturali” per poter vedere oltre l’apparenza..e sapete perchè?  Continua a leggere

Gesù Signore del sabato (Marco 2:23-28 3:1-6)

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Marco 2:27 ” Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato;”

 

L’osservanza del sabato, che presuppone un’ attività quasi completa dal venerdì fino all’alba del giorno seguente, acquistò dopo l’esilio un importanza sempre più grande. Per spiegare questa situazione si davano diversi motivi: il ricordo dall’uscita dell’Egitto (Deu. 5:15), il bisogno di un giorno di riposo, dopo 6 giorni di lavoro (Es.23:12) e,soprattutto, il riposo di Dio nel settimo giorno della creazione (Gn.2:3). Così il riposo sabbatico fu considerato dall’inizio dell’esilio come segno dell’alleanza di Dio con il suo popolo; “Santificate i miei sabati e siano un segno tra me e voi, perché si sappia che sono io, il Signore vostro Dio” (Ez.20:20)

L’atteggiamento di Gesù, riguardo l’osservanza del giorno di riposo e della legge di Mosè è stato caldamente discusso per secoli. La mancanza di consenso è dovuta in gran parte al fatto che le usanze e le pratiche giudaiche del tempo di Gesù sono state spesso ignorate o male interpretate. Ma come veniva osservato il sabato? Le lacune in questa area della conoscenza hanno dato origine, inevitabilmente, a dei malintesi e di conseguenza il messaggio di Gesù è stato distorto. Continua a leggere

(Le 7 qualità del credente spirituale) 2 Pietro 1:1-11

mani10Questa lettera potrebbe essere intitolata “Il conflitto del credente negli ultimi giorni”. L’apostolo comincia e conclude questa lettera con il tema della vittoria. Ma all’interno della lettera, l’argomento principale è come affrontare il tema delle incertezze degli ultimi tempi. Infatti andando avanti nella lettera (2:1 # e 3:10) la troveremo piena di falsi dottori, angeli decaduti, individui avidi, immersi nella più profonda immoralità. Lo scopo principale è l’esortazione di Pietro a vivere con fedeltà in tempi difficili , questa è la lezione della  lettera.

Per più di 17 secoli questa lettera breve, ma piena di intensità, ha sostenuto gli attacchi di studiosi scettici che hanno negato la sua autenticità e cioè la dichiarata paternità di Pietro. Il primo versetto cita il nome di Pietro che, insieme con Giacomo e Giovanni, fu uno dei testimoni oculari della trasfigurazione di Cristo. (2 Pietro.1:17-18). Questo Pietro che già aveva scritto una prima lettera,  (1Pietro 1:1) ora si rivolge una seconda volta a quegli stessi interlocutori (2 Pietro 3:1) #

I destinatari….v.1

I destinatari della lettera sono descritti solo in termini generali. Continua a leggere

Camminare nella santità

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                                                                          Camminare nella santità     (Efesini 4:17-32)

I credenti devono camminare in santità e unità. Paolo prima mostra negativamente come un credente non deve comportarsi e poi espone gli aspetti positivi della condotta del cristiano. Nei vv. 17-18 Paolo descrive il vecchio uomo, la sua natura e nel v.19  la sua condotta. I credenti efesini i quali erano stati pagani (vv. 2:1-2) non dovevano comportarsi come i….pagani, o come si erano comportati essi stessi. I pagani camminavano nella vanità dei loro pensieri. la bibbia dice (Rom. 1:21) che la vanità indica un essere privo di un utile scopo o meta. Perciò i pagani increduli, così falliscono nel raggiungere il vero scopo del pensiero, cioè ricevere la rivelazione di Dio che li avrebbe guidati nella loro condotta. Continua a leggere

La Salvezza per Grazia

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  • Perché perdonare chi ci fa del male?

                        Efesini    2 : 1 – 10 

                   ( La Salvezza per Grazia)

v.1  Coloro che non sono rinati spiritualmente sono morti nelle….colpe e nei peccati (Col. 2:13). Parliamo di morte spirituale e non fisica, anche perché coloro che non sono salvati sono molto vivi fisicamente. Allora la morte significa mancanza di comunicazione con la vita, ed allora chi è morto spiritualmente non ha comunicazione con Dio; egli è separato da Dio. La frase “nelle vostre colpe..” dimostra la sfera della morte, indicando che il peccato ha ucciso le persone (Rom 5:12) e che esse rimangono in quello stato spirituale.

v.2-3  Analizzando questi versetti vediamo altri tre modi di questa condizione dell’umanità non rinata spiritualmente.

  1. Colui che non è rinato spiritualmente segue l’indirizzo di questo mondo

Gli increduli seguono lo stile di altri increduli, sperimentano la pressione del mondo. Questo è un mondo organizzato in modo satanico che odia chi si oppone a tutto ciò che è divino (Giovanni 15:18, 23)

  1. Colui che non è rinato spiritualmente segue il principe della potenza dell’aria, satana!

( 1 Giovanni 5 : 19) Continua a leggere

GRANDE RACCOLTO: ISTRUZIONI PER L’USO

Tanti testi un significato

raccolto

Gesú percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro *sinagoghe, predicando il vangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La mèsse è grande, ma pochi sono gli operai. Pregate dunque il Signore della mèsse che mandi degli operai nella sua mèsse»  Matteo 9:35-38 

INTRODUZIONE: Il manuale di evangelizzazione del Signore

Oggi viviamo nel mondo delle apparenze: Facebook ci insegna a mostrare il lato bello della nostra vita, nascondendo quello brutto, confidando nel fatto che non ci vedono o non ci conoscono bene.

Ma, superata la cortina delle apparenze, ci sono le persone così come sono, con i loro dolori, le loro sofferenze, i loro drammi.

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IL VALORE BIBLICO DEL SILENZIO E DELLA PAROLA

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Esaminando con attenzione la rivelazione di Dio all’uomo vediamo che non sempre le Sue comunicazioni passano attraverso la Parola; spesso infatti passano anche attraverso i Suoi silenzi. Scoprire i motivi e gli obiettivi di Dio nelle occasioni in cui Egli è rimasto silenzioso può aiutarci ad utilizzare meglio le nostre parole e ad imparare a tacere quando la scelta migliore è proprio il silenzio. A volte il silenzio ha senso, soprattutto in una società come quella nostra, nella quale la forza si misura dal tono della propria voce e in cui siamo abituati molto più al chiasso che non alla pace di una campagna in fiore.Questa riflessione può avere un senso magari non a partire da argomentazioni filosofiche o sociologiche, oggi così in voga, quanto piuttosto dal fondamento della Parola di Dio. Se molti di noi, oggi, sono costretti a vivere in una situazione di pericoloso inquinamento acustico, avrà pure un significato il fatto che tanti cercano il riposo e la quiete durante i week-end o le vacanze estive!

 

  • Ma il silenzio a volte fa paura, perché? forse  perché abbiamo paura di ritrovarci soli, a riflettere sulla nostra esistenza e sul senso della nostra vita…e cosi ci impegniamo a non pensare… Certo, non possiamo dimenticare che la Scrittura talvolta parla del “silenzio” non come di una dote o di un privilegio, quanto piuttosto in associazione a situazioni della vita negative. Leggiamo  Salmo 39:2 dove Davide ha scelto il silenzio. Altrove il silenzio viene collegato alla sconfitta definitiva degli avversari Salmo 8:2. Lo stesso Ades viene talvolta definito “il luogo del silenzio(Sal. 115:17). La vigliaccheria è talvolta ricondotta alla scelta di stare zitti (Ester  4:14); così pure in rapporto alle più umilianti punizioni inflitte ai nemici d’Israele (Is. 47:5) ma anche agli Anziani del popolo di Dio (Lam. 2:10) Vi è uno stretto rapporto fra la parola e il silenzio, l’uno come opposto o inverso dell’altra. Quando c’è la parola non può esserci il silenzio, e quando domina il silenzio non vi è posto per la parola. Bisogna anche ricordare che la Bibbia afferma con autorità che nel principio Dio creò ogni cosa visibile per mezzo della parola Gen. 1: 3, 6, 9 Dio nei secoli ha scelto sempre il mezzo verbale per comunicare agli uomini Fil. 2.15. Ma come dicevamo Dio può parlarci anche con i suoi silenzi. Leggiamo Eccl. 3:1 e 7 Sta scritto: “Per tutto vi è il suo tempo; vi è il suo momento per ogni cosa sotto il cielo: … un tempo per tacere e un tempo per parlare”. E qui Salomone uomo molto saggio insegna… Dobbiamo veramente saper imparare a scegliere il momento giusto per parlare e dire cose sensate, ma anche saper stare in silenzio! Non sempre il parlare è indice di saggezza,  Giobbe 33:32-33 – 13:5 , qui i 3 amici di Giobbe rimasero in silenzio per 7 giorni, ma avrebbero fatto meglio a continuare, per evitare maggior dolori a loro stessi e agli altri. Il valore del silenzio è anche in questo; è saggezza evitare facili parole di circostanza che risultano vuote e invece di aiutare talvolta producono maggiori sofferenze! Addirittura possono provocare l’ira di Dio, come successo agli amici di Giobbe 42:7-8

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